camilo sbarbaro, que pasolini adoraba

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire (all'uno e all'altro vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come il corpo, ammutolita, tutta piena
d'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse il fiato...
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore non si tocca.
Perduto ha la voce la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso.

Cállate, alma cansada de gozar
y de sufrir (resignada a lo uno y a lo otro).
Ninguna voz tuya se oye cuando escucho:
no por arrepentirme de la miserable
juventud, no de ira o esperanza,
ni tan siquiera de tedio.
Yaces como el cuerpo, sin palabras, todo llena
de una resignacion desesperada.
No nos sorprenderiamos
no es cierto, alma mia, si el corazón
se parase, si se suspendiera el aliento ...
Y aún así, caminamos,
caminamos tu y yo como sonámbulos.
Y los árboles son árboles, las casas son casas, las mujeres
que pasan son mujeres, y todo es
aquello que es, sólo aquello que es.
La sucesion de la alegría y la tristeza no se toca.
Ha perdido la voz la sirena del mundo,
y el mundo es un gran desierto.
En el desierto, con los ojos secos me miro.

martes 24 novembro 2009

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